Le vostre storie, il vostro coraggio, la vostra forza.


La storia di Antonio Skit 

il nostro Rapper/Cantante Italiano.

Mi Chiamo Antonio, sono un Ragazzo di 24 anni. È da vari giorni,settimane che provo a scrivere questa mia esperienza Ma ho sempre finito per chiudere tutto,forse perché il ricordo di ciò che ho passato,quando viene rievocato riesce ancora a rievocare il dolore delle mie cicatrici ma finalmente ho trovato il coraggio e la forza di scrivere anche io la mia storia e di condividerla con voi. Sono uno dei tanti che ha guardato la “Bestia” in faccia,Questo è il nome che io gli ho dato: “attacchi di panico” è il nome con cui è conosciuta da altri.

Sono sempre stato un ragazzo molto ansioso e sensibile, Anche se all'apparenza questo non si vede affatto.

Forse perché ho sempre portato una corazza,una maschera per superare le mie paure e le mie delusioni o forse perché la gente è sorda e cieca di fronte la sofferenza di una persona, tanto da non accorgersi di chi sta morendo dentro lentamente. 

Tutto inizio il 31 Dicembre 2009,ero appena 18enne affrontavo l’ultimo anno delle superiori e mi stavo godendo un giorno di festa, uno di quei giorni in cui dovresti essere felice e sorridente, uno di quei giorni in cui diciamo spesso “Anno nuovo vita nuova” ma per me fu l’inizio di un periodo buio e difficile di tanti anni di sofferenza. Mi trovavo in macchina con i miei cugini, stavamo per raggiungere casa di una mia amica per festeggiare il capodanno, durante il tragitto in macchina, iniziai a sentire calore su tutto il corpo, debolezza, quasi come se stessi svenendo, volevo chiedere aiuto ma la mia voce era bloccata da un nodo alla gola, rimasi in silenzio,credevo di star morendo. Arrivato sul posto non avevo neppure la forza di reggermi in piedi, la mia vista era annebbiata e mi mancava il respiro ma continuavo a far finta di star bene perché mi vergognavo a dire “sto male”, dopo 45 minuti circa trovai un momento di sollievo e cosi la serata prese una piega diversa ma ancora non capivo cosa mi fosse successo.

Quella sera passò e io arrivai a casa stando ancora male non appena toccai il letto cercai di dormire ma avevo 1000 pensieri che mi passavano per la testa e il mio cuore batteva cosi forte e veloce da farmi paura, credevo che avessi qualcosa che non andava in me. Passai una notte in bianco e l’indomani fu drammatico, ricordo che il mio corpo era rigido, ogni mio muscolo era contratto, cosi tanto che il mio petto sembrava volersi chiudere su se stesso e bloccarmi il respiro, avevo tanto freddo, chiesi aiuto ai miei genitori piangendo,cercarono di tranquillizzarmi ma ero terrorizzato e più avevo paura più stavo male. 

Presto la mia diventò la Paura di avere Paura, la Paura di stare male e riprovare quelle sensazioni, che sembravano ormai radicate in me. Ben presto divenne difficoltoso uscire da casa e andare a scuola, iniziai a fare dei massaggi da un fisioterapista per riuscire a rilassare la mia muscolatura e mi fu consigliato da un amico di famiglia nel campo medico di prendere delle gocce calmanti le “Lexotan”, che inizialmente mi aiutavano ma ben presto diventarono totalmente inutili. I miei voti a scuola peggiorarono non riuscivo a concentrarmi a leggere e non ero neppure in grado di affrontare un’interrogazione, il nodo in gola mi bloccava, cosa che mi limitava anche nella mia passione più grande la musica, ero e sono ancora oggi un cantante e la musica è sempre stato un mezzo con cui riuscivo a stare bene. 

Anche in famiglia questo problema iniziava a non essere capito, mio padre pensava che io fossi soltanto “fissato” o addirittura che fingessi di stare male per aver attenzioni, i miei rapporti sociali diminuirono, mi vergognavo a farmi vedere in giro nel mio stato, mi sentivo fragile e debole, non avevo voglia di ridere, tanto che ho passato tantissimi giorni chiuso in casa. 

Arrivai cosi a far visita anche a un Neurologo, che ironizzò sui miei problemi definendoli come “crisi adolescenziali”,nulla di serio diceva lei e mi prescrisse una scatola di pillole per ristabilire l’umore,la serotonina e mi consigliò di aumentare la dose del lexotan, nulla di tutto ciò fu d’aiuto, iniziai anche a stare male sui mezzi pubblici, in mezzo alla folla, quando le persone mi parlavano io mi vedevo al di fuori del mio corpo e sentivo le loro voci come se stessi in apnea sott'acqua,credevo di star impazzendo o di avere qualche grave malattia ma ogni medico mi ripeteva che ero sano, soltanto un po’ ansioso dicevano,ma la mia vita era un inferno totale da cui non riuscivo ad uscire e una di quelle mattine arrivai persino a svenire e fui portato al pronto soccorso, per sentirmi dire nuovamente le stesse cose dai medici. 

Arrivai con tanta fatica a diplomarmi e affrontai gli esami di stato all'estremo di me, sono sempre stato un ragazzo studioso con voti sopra la media ma quell'anno un'altra delusione fu il mio voto finale, dovuto al mio stato di salute, presi il minimo dei voti e inoltre non fui neppure ammesso all'università. 

Quando fini la scuola ebbi un periodo di tregua, tra l’altro riuscii pure a prendere la patente di guida e dopo una grandissima delusione d’amore,finalmente iniziai ad uscire con qualche altra ragazza ma la “Bestia” era sempre presente e tutto ad un tratto tornò, stavolta più forte di prima. Ero nell'ufficio di mio padre quel pomeriggio e facevo il tirocinante,le giornate erano monotone,spesso facevo soltanto fotocopie, qualche fattura da contabile e proprio in quel momento la paura di stare male, la paura dei miei pensieri tornò al massimo,tanto da finire anche da un cardiologo perché i miei battiti erano troppo elevati “tachicardia”, ricordo quel periodo come il picco del mio stato di malessere.

Il Cardiologo capi subito che ero troppo ansioso in maniera eccessiva soltanto osservando il mio respiro e fece alcune domande oltre un controllo di routine, alla domanda: “sei mai svenuto improvvisamente?”, dovetti rispondere sì, la cosa successe due volte, a 10 anni prima di fare la mia prima comunione e in quel periodo in cui stavo male citato prima, il cardiologo pensava potessi soffrire di una malattia rara della: “morte improvvisa”, cosi preparò un esame in ospedale e dovetti aspettare 1 mese. 1 Mese in cui pensavo ogni giorno che la mia vita sarebbe potuta essere più breve di quanto pensassi, un mese di lacrime e paura. 

Arrivò il giorno dell’esame e fortunatamente l’esito fu negativo ma il cardiologo mi consiglio di chiedere aiuto ad un professionista,uno psicoterapeuta che avrebbe potuto capire il mio malessere,scavare a fondo e gestire anche l’ansia. 

Iniziai cosi un percorso di psicoterapia nel 2011, parlando di me stesso sono riuscito a capire molto di me, iniziai anche a frequentare la palestra, inizialmente fu davvero difficile, il mio corpo sembrava voler dormire sempre, mi stancavo facilmente,avevo poca voglia ma stavo capendo sempre più come funzionava questo “circolo-vizioso” più io non volevo fare una cosa, più la paura cresceva,più stavo a casa e mi chiudevo in me stesso, più rimanevo bloccato nella mia mente,nei miei pensieri,nella mia paura. Ci fu un periodo di stabilità non di guarigione, ma di stabilità. 

Ho conosciuto la mia attuale ragazza, che con il suo amore e il suo affetto è riuscita a portare uno spiraglio di luce nella mia vita. I primi mesi ho nascosto ad essa i miei problemi per paura di non essere “accettato” o essere considerato “folle”per il fatto che frequentassi uno psicoterapeuta ma dopo qualche mese rivelai la verità e lei resto ugualmente al mio fianco,fu difficile per lei riuscire ad abituarsi al mio problema e forse ancora non lo è del tutto, nonostante avevo preso la patente e guidavo già da un pezzo,era nata anche la paura di guidare, specie in autostrada, un giorno tornando dal mare, una delle poche volte che mi allontanavo di molto, mentre ero alla guida mi arrivò in mente all'improvviso il pensiero terribile di perdere il controllo del mezzo o di sentirmi male, svenire, mentre guidavo, sentivo di impazzire e volevo uscire dall'autostrada, ma la mia ragazza mi disse: “io mi fido di te, non succederà nulla, resisti, tra poco arriveremo e sarà tutto finito”, forse quella volta per la prima volta ho affrontato la cosa con qualcuno, per la prima volta non ero solo e fortunatamente non persi il controllo. 

Nel tempo continuai la terapia e dedicai la mia vita alla musica e allo studio di me stesso, mi sono avvicinato alla lettura del benessere, tematiche sulla positività, “legge dell’attrazione”, pnl (programmazione neuro-linguistica) e trovai un grande aiuto psicologico da queste letture, alcune mi fecero capire il funzionamento della mia mente, come si attivavano alcune paure e alcuni miei pensieri e continuavo ad andare in palestra (l’unico lato positivo di essere disoccupato e proprio quello di avere tanto tempo). 

Oggi sono un ragazzo diverso da quello del 2009, ho una consapevolezza maggiore e ho molta esperienza con “la bestia”, un’esperienza che mi permette di vivere in modo migliore e anche di gestirla, non prendo più alcun farmaco,sono ancora in fase finale di psicoterapia ma sto decisamente meglio degli anni passati, sono un essere umano e come tutti ho accettato i momenti negativi, i pensieri negativi e ho capito soprattutto che non c’è nulla di più importante di prendersi cura di se stessi, dedicarsi del tempo, non essere troppo severi con se stessi e di non avere paura di affrontare i propri “demoni”, spesso quello che serve è proprio l’amore verso se stessi, saper mettere un punto e dire “Basta” io voglio cambiare la mia vita, io voglio stare bene, il cambiamento spaventa ed è doloroso, ma quando tocchi fondo è l’unica scelta che ti rimane, vado avanti pensando che nonostante tutto sono ancora qui e sono riuscito a superare dei momenti orribili che mi hanno però insegnato tanto sopratutto che ogni cosa anche i momenti peggiori prima o poi devono terminare. 

A breve pubblicherò il mio nuovo brano musicale che parla proprio di come io ho vissuto l’ansia,attraverso la mia musica cerco di affrontare tematiche come questa di farne venire a conoscenza più persone possibili e di fare capire a chi la vive che non è solo e non deve mai vergognarsi, che noi non siamo i nostri problemi e possiamo farcela, il suo titolo è “L’unica scelta che ho” e mi piacerebbe concludere questo post, citando la parte finale di questo testo:


“Tutto cambia intorno, quando hai toccato il fondo.

Quando sei stato troppo a lungo solo in questo mondo.

Guardo la vita in faccia, sorrido e non mi nascondo.

e ad ogni sfida grido con tutte le forze che ho in corpo e
 
rispondo."

 
“Tu non mi fai paura, ti ho già sconfitta una volta.

Voltati indietro, zitta e cammina lì c’è la porta.

Esci dalla mia vita, e non tornare mai più.

Sono il ribelle che vive libero dalla tua schiavitù.”


Antonio in arte Skit44


 


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