AUTO-MUTUO-AIUTO

  

 "Lo straordinario risiede nel cammino

delle persone comuni”

Paulo Coelho

   

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INSIEME

Siamo tutti sulla stessa barca”

“…Si tende spesso a credere che il fatto di trovarsi sulla stessa barca con altre persone, accomunate dal medesimo bisogno o problema, non porti  da nessuna parte. Nel caso di un gruppo di auto-mutuo-aiuto,peraltro, la condivisione di uno scopo e di una missione in comune rappresenta proprio, per certi versi, il trovarsi <<sulla stessa barca>>. Tra le prime funzioni  del processo di mutuo-aiuto, in quest’ottica c’è quella di aiutare i membri del gruppo  a immaginare come questo potrebbe fare da catalizzatore delle loro energie e risorse. Quale, in questa direzione,il ruolo degli operatori?

Costoro possono usare esempi concreti, tratti dalla loro esperienza, per far capire ai partecipanti quello che intendono per auto-mutuo-aiuto, sia come processo, sia come risultato delle attività di gruppo. Possono cercare di socializzare, cioè, la loro visione del gruppo come impresa comune, che fa leva sulle risorse di ciascuno; lo scopo che il gruppo si prefigge dovrebbe fare da punto di riferimento comune per comprendere il significato e le conseguenze della loro partecipazione. Non va dimenticato, infatti, che <<sulla stessa barca>>  ci sono non soltanto i problemi, i bisogni e gli obiettivi dei partecipanti, ma anche le risorse di cui essi dispongono. La fase di presentazione iniziale, che serve prima di tutto per far risaltare l’interdipendenza dei partecipanti rispetto ad uno scopo condiviso, andrebbe impiegata anche per aiutarli a individuare uno alla volta le proprie abilità e risorse. In questa stessa fase nasce la consapevolezza di come dall’<<esssere sulla stessa barca>> possa scaturire una ulteriore dinamica di mutuo aiuto: quella, della<<forza del numero >>….”

Steinberg, D.M., (2002) L’auto/mutuo aiuto, Erickson

 

Cos’è l’'auto-mutuo-aiuto

Aiuto è un processo, un modo di trattare i problemi concreti che ciascuno si trova a fronteggiare nella propria vita: malattie, separazioni, lutti, disturbi alimentari, problemi affettivi… Parlare di questi problemi con altre persone che hanno attraversato tali esperienze può aiutare ad affrontare le difficoltà quotidiane ed imparare a riconoscerle per il futuro.

“un momento d’incontro tra persone – singole, in coppia o in famiglie – unite da uno stesso problema (dipendenza, stato di bisogno, difficoltà in generale) per rompere l’isolamento, per raccontarsi le proprie esperienze di vita (gioiose o dolorose), per scambiarsi informazioni e soluzioni, per condividere esperienze e conquiste con l’obiettivo di riscoprirsi non solo per sé, ma per l’intera comunità” (Stefano Bertoldi, educatore professionale, coordinatore dell’associazione A.M.A. di Trento).

Il mutuo aiuto comincia naturalmente, con l’auto aiuto, con la persona che riconosce l’esistenza di un problema e si attiva in cerca di sostegno. E’ la condivisione dell’esperienza il concetto fondamentale che contraddistingue il mutuo aiuto dalle altre forme d’aiuto. Accade solo quando chi aiuta e chi viene aiutato condividono assieme la storia di un medesimo problema. E’ possibile che chi aiuta all’interno del gruppo sia una persona che è riuscita a far fronte ad un problema con successo e che per questo abbia acquisito competenze basate sull’esperienza concreta piuttosto che sulla formazione specialistica.

L’esperienza di condivisione giova sia alla persona che viene aiutata sia a chi aiuta. Ci si può rendere conto che la sofferenza non deve necessariamente essere permanente, ma può essere superata.

Coloro i quali sono stati efficacemente aiutati potranno diventare helper (chi aiuta) essi stessi. Nello stesso tempo, chi aiuta, condividendo la sua competenza, potrà a sua volta vedere i suoi stessi problemi in una prospettiva più ampia, acquisendo un rinnovato senso di adeguatezza ed efficacia.

Dall’auto mutuo aiuto le persone ricavano: informazioni su come far fronte ai loro problemi, aiuto materiale se necessario, la sensazione che qualcuno si prenda cura di loro.

L’auto mutuo aiuto punta alla valorizzazione della persona come soggetto responsabile che partecipa attivamente alla vita della comunità; ognuno credendo nelle proprie capacità, e superando le resistenze al cambiamento, può far fronte alle difficoltà.

  

Cosa sono i gruppi di auto-mutuo-aiuto

Cenni storici

Secondo P. Kropotkin già nelle società preistoriche si svilupparono forme di cooperazione o di auto aiuto.

Nel medioevo l’azione cooperativa e i gruppi di mutuo sostegno consentiva alla comunità di organizzare i sui membri per la difesa, l’approvvigionamento e l’assistenza.

L’interesse nei confronti delle persone svantaggiate si è in particolar modo sviluppato grazie all’azione della chiesa (nascita degli ospedali, delle associazioni e/o delle organizzazioni di assistenza…).

I molti paesi si crearono gruppi per lo sviluppo di azioni comuni dati i gravi problemi economici e di vita determinati dallo sviluppo industriale.

Le crisi economiche, politiche e sociali degli anni trenta stimolarono la formazione di molte realtà di mutuo aiuto per le famiglie per supplire al vuoto istituzionale. In particolare si attuarono iniziative a carattere educativo-pedagogico, per sviluppare la cultura di solidarietà ed una maggiore competenza degli individui a far fronte ai problemi della vita.

I gruppi su cui venivano impostati i programmi educativi erano quelli del mutuo aiuto e del reciproco impegno personale dei partecipanti: l’educazione era finalizzata all’organizzazione dei programmi di azione collettiva, a beneficio di un gruppo, di una comunità o di una città.

Uno degli eventi più importanti fu la fondazione degli Alcolisti Anonimi (1935) che determinò la formalizzazione di un modello di riferimento valido per moltissime esperienze del self help.

Lo sviluppo rapido dei gruppi negli anni 70 e in questo periodo, denota l’interesse della popolazione ad affrontare direttamente i propri problemi e il successo di questa metodologia di lavoro. 

I gruppi

E’ come se tali gruppi mettessero l'accento sull’intollerabilità del destino comune, spingendo all’azione concreta per la soluzione dei problemi. Si acquisiscono così specifiche informazioni riguardanti soluzioni pratiche apprese dall’esperienza diretta, che di solito non sono ricavabili né dai libri, né dagli operatori professionali, né dalle istituzioni assistenziali. I membri del gruppo si ritrovano quindi inseriti in una sorta di piccolo sistema sociale in cui smettono di essere dei portatoridi qualche disagio e diventano invece membri di una rete quasi familiare.

 I gruppi di mutuo auto aiuto potrebbero essere definiti come delle reti sociali “artificiali” (Folgheraiter), reti cioè che si creano deliberatamente per produrre aiuto e sostegno sociale.

Una delle definizioni più frequentemente utilizzata è quella di Katz e Bender[2] (1976); questi autori affermano che:

“I gruppi di self-help sono strutture di piccolo gruppo, a base volontaria, finalizzate al mutuo aiuto ed al raggiungimento di particolari scopi.

Essi sono di solito costituiti da pari che si uniscono per assicurarsi reciproca assistenza nel soddisfare bisogni comuni, per superare un comune handicap o problema di vita oppure per impegnarsi a produrre desiderati cambiamenti personali o sociali. 

I promotori di questi gruppi hanno la convinzione che i loro bisogni non siano, o non possano essere, soddisfatti da o attraverso le normali istituzioni sociali. I gruppi di auto mutuo aiuto enfatizzano le interazioni sociali a faccia a faccia e il senso di responsabilità personale dei membri. Essi spesso assicurano assistenza materiale e sostegno emotivo; tuttavia, altrettanto spesso appaiono orientati verso una qualche causa, proponendo un’ideologia o dei valori sulla base dei quali i membri possono acquisire o potenziare il proprio senso di identità personale.”

Sei secondo Katz

1.      Il primo proposito del gruppo è fornire supporto e informazioni riguardo allo specifico problema di cui si occupa;

2.    Il gruppo funziona per i suoi partecipanti e grazie a loro;

3.     Il gruppo è aperto a nuovi partecipanti:

4.    Il gruppo si incontra regolarmente durante l’anno;

5.      La partecipazione al gruppo è gratuita;

6.     Il gruppo deve essere di facile accesso per le persone e le famiglie.

Perché il gruppo di auto-mutuo-aiuto?

Le esperienze personali di tipo assistenziale, comunicativo e relazionale non possono trovare sempre una risposta che sia al contempo mirata ed esauriente nel Servizio Sociale, non per carenza di attenzione o di disponibilità, piuttosto per la stessa natura di ogni servizio pubblico che, teso all’erogazione di informazioni, prestazioni e consulenze, non è sempre in grado di soddisfare le esigenze così molteplici che vengono presentate.

La promozione di gruppi di auto mutuo aiuto presenta delle peculiarità in grado di dare, se in collaborazione con il Servizio Sociale di base, un valore aggiunto non altrimenti ottenibile.

Il gruppo di persone con gli stessi problemi è in grado di attivare al suo interno, un effetto di terapia autoindotta.

Non è in realtà cosi semplice: per aiutare ed essere aiutati bisogna imparare ad ascoltare le esperienze o le opinioni altrui senza interferire, senza esprimere giudizi e senza dare consigli. È importante che tutti abbiano a disposizione lo stesso spazio per esprimersi, che si crei un clima di fiducia reciproca e che le persone sappiano essere discrete riguardo alle vicende personali dei propri “compagni di viaggio”.

Insomma ci sono delle regole pensate per consentire a ciascuno di tirare fuori tutto quello che ha dentro, in un clima di comprensione e rispetto reciproco.

Ogni persona, qualunque sia il suo problema, ha delle energie, dei punti di forza personali o rinvenibili nel proprio tessuto relazionale: i gruppi di auto mutuo aiuto affrontano i problemi a partire da queste energie e non dalle debolezze.

Caratteristiche dei gruppi di auto-mutuo-aiuto

.        La caratteristica principale dei gruppi di auto mutuo aiuto è di focalizzare la propria funzionalità e organizzarsi attorno a problemi specifici.I partecipanti dei gruppi tendono ad essere alla pari: c’è omogeneità tra i partecipanti. Il fatto di vivere o di aver vissuto una stessa condizione aumenta il senso di appartenenza al gruppo.Si condividono obiettivi comuni.L’azione è azione di gruppo: l’energia e la forza che il gruppo è in grado di esprimere, sono sicuramente maggiori e più efficaci delle possibilità che ogni singolo partecipante ha a disposizione per la risoluzione dei problemi.Aiutare gli altri è una norma espressa dal gruppo: ognuno con la propria esperienza e competenza, attraverso il confronto e la condivisione, trae aiuto per se e per gli altri.I membri condividono ogni decisione; vengono discusse e accettate democraticamente tutte le proposte.

·        Ogni partecipante al gruppo esprime liberamente il proprio pensiero, rispettando gli altri e senza accentrare su di se la discussione.

·        Ogni persona decide autonomamente se e come prendere parte al gruppo. Non ci sono imposizioni da parte di altri, partecipare al gruppo volontariamente aumenta la sicurezza nelle proprie capacità di scelta. Il gruppo quindi è di tipo aperto, i membri possono unirsi e lasciarlo in qualsiasi momento.

·        La scelta autonoma e volontaria aumenta il senso di responsabilità al cambiamento; la persona è risorsa per se stessa e per il gruppo.L’orientamento è all’azione: le persone imparano e cambiano facendo. Uno degli scopi dei gruppi è di sperimentare nuovi stili di vita e di comportamento, nuovi modi di sentire e di trasmettere i propri vissuti. Attraverso gli sforzi ed i successi conseguiti e riconosciuti dal gruppo, la persona ha la possibilità concreta di aumentare la propria autostima e di credere nelle proprie risorse.Nel mutuo aiuto non c’è nessun coinvolgimento, a meno che non sia necessario, di professionisti.

Gruppi di discussione e gruppi di sostegno

Un gruppo di discussione da la possibilità ai membri di riunirsi per discutere su un argomento preparato o un qualsiasi tema che i partecipanti si sentono di trattare. Generalmente all’interno vi è uno scambio di esperienze e informazioni.

I partecipanti durante gli incontri parlano di come si è manifestato il loro problema, di quali sentimenti hanno provato, in che modo il partecipare al gruppo ha avuto effetto su di loro…

Questo tipo di comunicazione viene definita “il dare testimonianza”.

Un gruppo di sostegno è più organizzato e tiene le sue riunioni più frequentemente. Anche negli incontri di supporto i partecipanti mettono in comune i loro sentimenti e i loro problemi ma, parlando delle loro esperienze dolorose, siincoraggiano reciprocamente a trovare nuovi metodi di superare le loro difficoltà.

Gruppi di auto-mutuo-aiuto e Servizi sociali formali

  Spesso si assiste ad una situazione per cui da una parte molti gruppi di auto mutuo aiuto sorgono in contrapposizione al sistema degli interventi degli operatori professionali che sembrano a volte non essere in grado di soddisfare la varietà e la complessità dei bisogni umani, mentre dall’altra parte spesso gli operatori professionali sembrano diffidenti verso le iniziative di auto mutuo aiuto che vengono considerate come tentativi “pericolosi” di raggiungere obiettivi che richiederebbero un accompagnamento caratterizzato da una delicata quanto forte competenza professionale.

Gruppi e servizi sociali fanno entrambi parte di una complessa rete che fornisce prestazioni alla comunità. Rappresentano due fonti di aiuto complementari che non devono assolutamente essere in competizione tra loro.

Sia l’approccio professionale che quello di mutuo aiuto hanno molto da offrire l’uno all’altro e potrebbero trarre evidente beneficio da una loro fattiva collaborazione.

I gruppi di auto mutuo aiuto si aggiungono alla rete sociale informale insieme alla famiglia e alle reti amicali, e soddisfano il bisogno di chi ha un particolare problema di essere in relazione con gli altri. 

È per questo che i professionisti dei Servizi sociali e sanitari devono interagire e cooperare con i gruppi di auto mutuo aiuto: inviando utenti, mantenendo collegamenti, operando come consulenti esterni di gruppi che già esistono, proponendo e sostenendo a costituirsi nuovi gruppi.

Gli operatori professionali devono incoraggiare, facilitare la nascita dei gruppi, in questo modo si possono utilizzare al meglio le caratteristiche positive di entrambi i tipi di approccio.

I valori proposti nei gruppi

  Legame

I partecipanti ai gruppi sono coinvolti direttamente in prima persona. Ognuno può liberamente decidere se condividere la sua storia, ascoltare o comunicare.

È importante che ognuno riesca a trovare il proprio modo di stare all’interno del gruppo e il proprio spazio per esprimersi. Ogni persona presente cerca di ascoltare il più possibile chi parla. Si crea così un forte legame, un clima di amicizia nel quale ci si sente a proprio agio.

  Rispetto

Ogni persona è diversa dall’altra e nelle discussioni si delineano opinioni e vissuti molto diversi tra loro: ognuno ha il proprio modo di vedere e vivere le situazioni.

Nei gruppi queste divergenze di idee si manifestano frequentemente. Entrare in contatto con diversi modi di vedere la realtà può aiutare anche a modificare le proprie opinioni.

Rispettando gli altri può solo che arricchire.

  Fiducia

Ogni partecipante al gruppo di auto mutuo aiuto si deve sentire libero di esprimere le proprie opinioni senza avere paura di essere giudicato. La fiducia nei propri compagni di viaggio è fondamentale per creare un ambiente libero dai pregiudizi, un clima empatico e solidale.

Gli obiettivi dall’'auto-mutuo-aiuto

·        L’obiettivo più importante dell’auto mutuo aiuto è quello di fornire supporto emotivo e sociale ai membri.

·        Valorizzare le risorse dei partecipanti: aiutare facendo leva sui punti di forza delle persone. Bisogna chiedere alla persona che partecipa di contribuire al gruppo mettendo a disposizione i talenti di cui è dotata. Questo implica un aiuto ai partecipanti ad esprimere i propri sentimenti e stati d’animo.Sviluppare la capacità di riflettere sul proprio comportamento.

·        Aumentare la propria autostima, lavorando su una maggiore consapevolezza personale.Facilitare la nascita di nuove amicizie.  Facilitatore è il termine che indica la persona che si mette a disposizione del gruppo e contribuisce, attraverso le sue capacità personali o professionali, a facilitare il buon funzionamento del gruppo. Molte sono le espressioni con cui è denominato, tutte evidenziano caratteristiche e funzioni che ricopre: operatore, helper, catalizzatore, servitore. strumento che il gruppo può utilizzare per raggiungere al meglio i propri obiettivi.





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